Libro del giorno

Incipit: Tre volte all'alba

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"C'era quell'albergo, di un'eleganza un po' appannata. Probabilmente era stato in grado, in passato, di mantenere certe promesse di lusso e garbo. Aveva ad esempio una bella porta girevole in legno, un particolare che sempre inclina alle fantasticherie.
Fu da lì che una donna entrò, a quell'ora strana della notte, apparentemente pensando ad altro, appena scesa da un taxi. Indossava solo un abito da sera giallo, piuttosto scollato, e neppure una sciarpa leggera sulle spalle: la cosa le dava l'aria intrigante di coloro a cui è successo qualcosa. Aveva una sua eleganza nel muoversi, ma anche sembrava un'attrice appena rientrata dietro le quinte, sollevata dall'obbligo di recitare e tornata in qualche se stessa, più sincero. Così aveva un modo di mettere i passi, di poco più stanco, e di reggere la minuscola borsetta, quasi un lasciarla. Non era più tanto giovane, ma questo le donava, come succede talvolta alle donne che non hanno mai avuto dubbi sulla propria bellezza.

("Tre volte all'alba" di Alessandro Baricco. Feltrinelli Editore.)

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Incipit: L'amica geniale

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amica_geniale"La volta che Lila e io decidemmo di salire per le scale buie che portavano, gradino dietro gradino, rampa dietro rampa, fino alla porta dell’appartamento di don Achille, cominciò la nostra amicizia.
Mi ricordo la luce violacea del cortile, gli odori di una serata tiepida di primavera. Le mamme stavano preparando la cena, era ora di rientrare, ma noi ci attardavamo sottoponendoci per sfida, senza mai rivolgerci la parola, a prove di coraggio. Da qualche tempo, dentro e fuori scuola, non facevamo che quello. Lila infilava la mano e tutto il braccio nella bocca nera di un tombino, e io lo facevo subito dopo a mia volta, col batticuore, sperando che gli scarafaggi non mi corressero super la pelle e i topi non mi mordessero."

("L'amica geniale" di Elena Ferrante. e/o edizioni.)


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Incipit: C'è ma non si

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"C'è un tizio che una sera, durante una cena, tra la portata principale e il dolce, è andato al piano di sopra e si è chiuso a chiave in una delle camere da letto in casa delle persone che avevano organizzato la cena.

C'è una donna che trant'anni prima aveva conosciuto quest'uomo, un contatto superficiale durato circa due settimane, nel cuore dell'estate, quando avevano entrambi diciassette anni, ma da allora non lo aveva più visto, anche se di tanto in tanto, per qualche anno, si erano mandati gli auguri di Natale e cose del genere."

("C'è ma non si" di Ali Smith. Feltrinelli editore).

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Incipit: La crisi capitalistica, la barbarie che avanza

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"La teoria della crisi marxiana è da sempre un terreno accidentato e controverso. L'accumulazione - la conversione del plusvalore in capitale costante e variabile aggiuntivo al fine di produrre plusvalore - è un processo contraddittorio. Di tali contraddizioni le crisi sono l'espressione necessaria e, ad un tempo, la soluzione temporanea. La tendenza alla instabilità del capitalismo discende innanzi tutto dal fatto che il capitalismo è una economia di mercato e monetaria."

("La crisi capitalistica" di Bellofiore Riccardo. Asterios editore)

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Incipit: L'inventore di sogni

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linventore_di_sogni"Quando Peter Fortune aveva dieci anni, i grandi dicevano che era un bambino difficile. Lui però non capiva in che senso. Non si sentiva per niente difficile. Non scaraventava le bottiglie del latte contro il muro del giardino, non si rovesciava in testa il ketchup facendo finta che fosse sangue, e neppure se la prendeva con le caviglie di sua nonna quando giocava con la spada, anche se ogni tanto aveva pensato di farlo. Mangiava di tutto, tranne, s'intende il pesce, le uova, il formaggio e tutte le verdure eccetto le patate. Non era più rumoroso, più sporco o più stupido degli altri bambini. Aveva un nome facile da dire e da scrivere e una faccia pallida e lentigginosa, facile da ricordare. Andava tutti i giorni a scuola come gli altri e senza fare poi tante storie. Tormentava sua sorella non più di quanto lei tormentasse lui. Nessun polizziotto era mai venuto a casa per arrestarlo. Nessun dottore in camice bianco aveva mai proposto di farlo internare in manicomio. Gli pareva, tutto sommato, di essere un tipo piuttosto facile. Che cosa c'era in lui di così complicato?"

("L'inventore di sogni" di Ian McEwan. Einaudi editore).

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