| LA BOLLA |
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Ci stanno rubando il futuro!" hanno gridato nelle piazze di tutta Italia gli studenti del movimento dell'Onda. Ma lo stesso grido potrebbe accomunare in realtà l'intero paese. Perché l’Italia si è fermata e ha perso la capacità di progettare il futuro?
IL LIBRO “Ci stanno rubando il futuro!” hanno gridato nelle piazze di tutta Italia gli studenti del movimento dell’Onda. Ma lo stesso grido potrebbe accomunare in realtà l’intero paese. Perché l’Italia si è fermata, ha perso la capacità di progettare il futuro, e la crisi economica non fa altro che rendere più visibile e più dolorosa una malattia contratta già da tempo. Il collasso è la radiografia impietosa ma reale di un paese che non sa più proiettarsi in avanti. Che spreca le sue migliori risorse intellettuali non riconoscendo loro alcun merito e costringendole a emigrare. Che non ha il coraggio di investire sull’innovazione e la tecnologia. Che sta perdendo la sfida della competizione internazionale. E che continua a devastare il suo territorio senza preoccuparsi di cosa troveranno le prossime generazioni. Al culmine della piramide, purtroppo, una classe dirigente che è più che mai parte del problema anziché una possibile soluzione. Una classe dirigente che nella sua parte conservatrice continua a coltivare la nostalgia di un passato autarchico, quando sul mondo non spiravano ancora i venti della globalizzazione. E che nella sua parte progressista appare immobile, incapace di ricambio generazionale, sorda agli umori del paese reale, addirittura messa in discussione dal punto di vista dell’onestà.
L'AUTORE
Nato a Milano e cresciuto a Sesto San Giovanni, da ragazzo, dopo un periodo tra fabbrica e radio libere, decide di dedicarsi interamente al giornalismo. È il fratello della giornalista sportiva della Rai, Cinzia Maltese, prematuramente scomparsa per una grave malattia, nel 2002. Ha iniziato ad occuparsi di sport e cronaca per i quotidiani la Gazzetta dello Sport, La Stampa e La Notte. Attualmente è editorialista per il quotidiano la Repubblica e il settimanale il Venerdì di Repubblica.
Nel 2006 ha pubblicato il libro Come ti sei ridotto (modesta proposta di sopravvivenza al declino della nazione), che analizza il fenomeno berlusconiano, proponendo le sue idee, come scrive Giorgio Bocca nella prefazione, sul fascismo perenne che torna nella storia italiana. Nel 2007 ha pubblicato "I padroni delle città", nel quale tratta gli aspetti economici e socio-politici della maggior parte dei capoluoghi italiani, partendo dalla premessa che per i cittadini del nostro Paese la vera patria è sempre stata il proprio Comune di origine. Un certo dibattito hanno suscitato le sue inchieste sui costi della Chiesa cattolica a carico dei cittadini e dello Stato italiano, come l'otto per mille o l'ora di religione, dapprima apparse in numerosi articoli su La Repubblica[1] e poi raccolti nel libro "La questua". A tali critiche il giornale cattolico Avvenire ha di volta in volta risposto con uno speciale on-line prima,[2] e poi con un libretto a cura di Umberto Folena dal titolo: "La vera questua", opuscolo allegato al quotidiano il 26 luglio 2008 che confuta in parte le tesi di Maltese.
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